" I DISCORSI PIU' VERI SONO QUELLI CHE FACCIAMO PER CASO, TRA SCONOSCIUTI."

Cesare Pavese Dialoghi con Leucó

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LA MIA GUERRA SEGRETA

Harold Philby

Mondadori 1968

Collana "Le Scie". Usato (buone condizioni)  pag. 212











 Nel 1963 Harold A. R. Philby, (Kim per gli amici), corrispondente da Beirut dell' "Observer", scomparve misteriosamente per riapparire a Mosca. Circolarono allora notizie abbastanza esplosive da occupare a lungo la prima pagina dei giornali e da turbare i sonni di un certo numero di alti funzionari di qua e di là dell'Atlantico. Il brillante giornalista - con la sua simpatica faccia da bevitore, la sua balbuzie accattivante, il suo charme da cinquantenne disincantato - era un pezzo grosso dell'Intelligence Service; e, ancor più sensazionale, da oltre trent'anni agente del servizio segreto sovietico. Indagini, congetture interpellanze alla Camera dei Comuni, memorie e contromemorie di amici e nemici. Con questo libro Philby vuota il sacco: e se proprio tutto non ci dice - ne'  lo potrebbe - quello che veniamo a sapere è sufficiente non solo a illuminarci sul "caso Philby", ma anche a modificare radicalmente le nostre idee in materia di spionaggio.
GUERRE CHE HO VISTO



Gertrude Stein
Prefazione di Giorgio Monicelli

Arnoldo Mondadori Editore 1947
 pag. 312








"...Ma dai quindici anni in poi si comincia a pensare ai nemici, certissimamente si comincia a pensare ai nemici.
L'idea dei nemici è terribile non vi fa più ricordare l'eternità e la paura della morte. Questo sono i nemici. Le ricchezze sono la stessa cosa dei nemici soltanto un po' meno, esse pure vi fanno dimenticare l'eternità e la paura della morte.
Tante e tante cose cominciano coi quindici anni. Denaro, proprietà, eternità, nemici, la paura della morte, le delusioni cominciano molto tempo prima e il dolore, ma sui quindici anni si può cominciare a scriverne, il che crea la profondità e la consolazione della delusione e il dolore."
(Gertrude Stein)
Spezzare il pane

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SPEZZARE IL PANE
Gesù a tavola e la sapienza del vivere

Enzo Bianchi
Einaudi pag. 110
















"Oggi è urgente che gli umani riscoprano la communitas la quale, sola, può aiutare i tentativi di equa redistribuzione delle ricchezze del pianeta; è urgente che ritrovino l'idea di bene comune, per la felicità della convivenza; è urgente che si esercitino alla convivialità, per ritrovare i legami sociali, la possibilità di instaurare una fiducia reciproca che si traduce in responsabilità l'uno verso l'altro, a partire dalla convivialità, dalla condivisione del cibo. Condivisione del cibo non significa solo l'atto finale dello spezzare il pane insieme, bensì anche il rispetto del lavoro del produttore di alimenti, il riconoscimento del lavoro dei contadini, la sostenibilità sociale ed ecologica, l'instaurazione di un mercato equo e solidale e, all'inizio dei processi, l'affermazione della proprietà comune dei semi e la destinazione della terra a quanti lavorano. Il cibo, dunque, è tale quando è condiviso, altrimenti è veleno per chi se lo accaparra e morte per chi non ce l'ha. Il mondo, purtroppo, sembra diviso tra chi non ha fame perché ha troppo cibo e chi ha fame perché non ne ha. In virtù di questa perversa situazione, molti sono esclusi dalla società in cui vivono e diventano ben più che sfruttati: diventano avanzi, scarti, rifiuti... Il paradosso dell'abbondanza in cui credevamo di vivere, con la crisi economica di questi ultimi anni ha mostrato che la miseria può essere tra di noi e colpire qui, nelle nostre terre, uomini e donne che vivono tra la penuria e la fame, faticando ad avere ciò che è necessario per vivere e dovendo così ricorrere all'aiuto di istituzioni caritative. Ripeto, qui in mezzo a noi!"

 

STORIA DELL'OLOCAUSTO
Klaus P. Fischer
Newton & Compton Editori pag. 527





"Lo sterminio degli Ebrei d'Europa rimane il peggior crimine commesso dai nazisti. Rifiutando il termine antisemitismo, che considera un eufemismo impreciso del tardo XIX secolo, e adottando quello di giudeofobia, che a suo  parere costituisce una descrizione più corretta di una distorsione paranoide della realtà, Fischer ricostruisce in queste pagine la storia lacerata dei rapporti ebraico-tedeschi per oltre un millennio, dall'emigrazione e dalla ghettizzazione nel Medioevo all'Illuminismo e all'emancipazione nel XVIII secolo, ai vari pregiudizi antiebraici nel Secondo Reich, fino alla nascita di una giudeofobia tedesca sia essenzialmente di quattro tipi: cristiana o comunque religiosa, socialmente discriminatoria, nazionalistica o xenofobica e, infine, biologico-razziale. Lo scopo del suo libro è quello di spiegare come e perché un pregiudizio religioso si sia poi trasformato in una discriminazione sociale e politica, per scatenare infine lo sterminio."
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PICCOLI MAESTRI

Luigi Meneghello                                     
Oscar Mondadori 1986 pag. 268 

(usato)










"Un giorno vedemmo una lunga fila di soldati che marciava in costa e puntava sul campo. Ci fu tra noi un breve sbigottimento, come quando guidando di notte si vede un ponte o un tunnel dove si sa che non c'è, e si pensa "dev'essere così che avvengono gli incidenti"; ma poi osservammo che non avevano armi neanche loro. Erano preceduti da un bambino di nove o dieci anni; noi li aspettavamo in ordine sparso, con le mani in tasca. Quando furono arrivati il bambino disse:"Sémo inglesi". A noi venne da ridere, e anche questi soldati si misero a ridere vedendo ridere noi; poi facemmo conoscenza. Erano dell'ottava armata, ex-prigionieri scappati all'armistizio, avevano vissuto nelle case dei contadini della zona; ne parlavano con schietta ammirazione.
Stabilito che volevano arruolarsi, io li feci radunare in cerchio e dissi: "Do you want  to be soldiers or cooks?" 
Sillabavo queste parole con molta serietà, e con l'orgoglio di mostrare quanto eravamo democratici e rispettosi della volontà individuale delle reclute..."

10 febbraio Giorno del Ricordo

LA TRAGEDIA DELLE "FOIBE"
Pallante Pierluigi
su licenza di Editori Riuniti
2008
pag.271








Per 40 giorni Trieste fu amministrata dalla Jugoslavia, dopo essere stata "liberata" dal nazifascismo, secondo un punto di vista, oppure fu "occupata" dalla Jugoslavia, secondo un'altra visione politica. E' il periodo delle deportazioni e delle "foibe".
Già il termine "foiba" ("fossa") fa scattare  l'immagine di un  rovesciamento totale di valori. La foiba è un tipo di dolina ed è una depressione frequente nei terreni calcarei, dovuta a fenomeni carsici, costituita da un avvallamento a forma di imbuto sul fondo del quale si trova un inghiottitoio (fessura): è quindi una spaccatura del terreno, una voragine naturale, che può raggiungere anche centinaia di metri di profondità, con un'apertura larga invece pochi metri, ed è molto diffusa in Istria. Era il luogo in cui si usava gettare quello che non serviva più o quello che era pericoloso conservare, carcasse di animali, mobili, tracce di furti, cadaveri: gettare un uomo in una foiba significava quindi trattarlo come un rifiuto. Significava anche l'ignoto, l'annullamento dell'esistenza: la morte, anche la più terribile, può essere accettata se almeno c'è una tomba che raccoglie le spoglie e una lapide che ricorda la vita trascorsa.


Le foibe, inserite nel contesto della lunga storia di violenze subite da sloveni e croati, contribuirebbe una reazione, come brutale resa dei conti, compiuta da popolazioni oppresse nei confronti dei loro oppressori. Questa analisi è sicuramente corretta, ma non spiega tutto il fenomeno: trascura infatti, oltre alla dimensione internazionale del problema, il legame tra vicende giuliane e criteri di costruzione del comunismo in Jugoslavia. Pulizia etnica quindi, ma soprattutto epurazione politica, e molte vendette personali. Tutto questo non dimenticando il ruolo di moltiplicatore degli odi politici svolto nella Venezia Giulia dallo scontro nazionale.


QUANTO E' DIFFICILE ANDARE CONTROCORRENTE...

PENSIERI E PAROLE
Don Milani Lorenzo
Edizioni Paoline
2007







"Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la patria, gli altri i miei stranieri."


"Spesso gli amici mi chiedono come faccio a far scuola e come faccio ad averla piena. Insistono perché io scriva per loro un metodo, che io precisi i programmi, le materie, la tecnica didattica.
Sbagliano la domanda, non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare per fare scuola, ma solo di come bisogna essere per poter far scuola. 
Bisogna essere...
Bisogna aver le idee chiare in fatto di problemi sociali e politici. Non bisogna essere interclassisti, ma schierati. Bisogna ardere dell'ansia di elevare il povero a un livello superiore. Non dico a un livello pari a quello dell'attuale classe dirigente. Ma superiore: più da uomo, più spirituale, più da cristiano, più tutto."





27 GENNAIO....GIORNATA DELLA MEMORIA

SE QUESTO E' UN UOMO
Levi Primo
Einaudi
2008
pag.209







"E venne la notte, e fu una notte tale, che si conobbe che occhi umani non avrebbero dovuto assistervi e sopravvivere. Tutti sentirono questo: nessuno dei guardiani, né italiani né tedeschi, ebbe animo di venire a vedere che cosa fanno gli uomini quando sanno di dover morire.
Ognuno si congedò dalla vita nel mondo che più gli si addiceva. Alcuni pregarono, altri bevvero oltre misura, altri si inebriarono di nefanda ultima passione. Ma le madri vegliarono a preparare con dolce cura il cibo per il viaggio, e lavarono i bambini, e fecero i bagagli, e all'alba i fili spinati erano pieni di biancheria infantile stesa al vento ad asciugare; e non dimenticarono le fasce, e i giocattoli, e i cuscini, e le cento piccole cose che esse ben sanno, e di cui i bambini hanno bisogno. Non fareste anche voi altrettanto? Se dovessero uccidervi domani col vostro bambino, voi non gli dareste oggi da mangiare?"



"Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. I momenti che si oppongono alla realizzazione di entrambi i due stati-limite sono della stessa natura: conseguono alla realizzazione di entrambi i due stati-limite sono della stessa natura: conseguono dalla nostra condizione umana, che è nemica di ogni infinito. Vi si oppone la nostra sempre insufficiente conoscenza del futuro; e questo si chiama, in un caso, speranza, e nell'altro, incertezza del domani. Vi si oppone la sicurezza della morte, che impone un limite a ogni gioia, ma anche a ogni dolore. Vi si oppongono le inevitabili cure materiali, che, come inquinano ogni felicità duratura, così distolgono assiduamente la nostra attenzione dalla sventura che ci sovrasta, e ne rendono frammentaria, e perciò sostenibile, la consapevolezza."



UN VIAGGIO NELLA SPIRITUALITA' DEL LONTANO TIBET

SETTE ANNI NEL TIBET
Harrer Heinrich
Mondadori
1997
pag.339








    Nessuno può chiudere il proprio cuore davanti al fervore religioso che riempe tutti i tibetani. Dopo un po' che si è nel paese, a nessuno è più possibile uccidere una mosca senza pensarci. Io stesso, in presenza di un tibetano, non avrei mai osato schiacciare un insetto soltanto perché mi infastidiva. L'atteggiamento delle persone a questo riguardo è veramente toccante. Se durante un picnic una formica ti cade sui pantaloni, viene gentilmente presa e posata per terra. Una catastrofe avviene quando una mosca cade in una tazza di tè. Deve essere a tutti i costi salvata dall'annegamento, perché potrebbe anche essere la reincarnazione di una nonna defunta. 


    "E' un segno di sincera amicizia, che non cambia, accada quel che accada: una volta che ci si conosce, si conquista l'amicizia dell'altro e ci si aiuta a vicenda per il resto della vita." (Dalai Lama).

19 gennaio: MARTIN LUTHER KING DAY (3)


MARTIN LUTHER KING 
"LA FORZA DI AMARE"
Ed. SEI 
anno 1968
pag. 275 




"L'ottusità della mente è una delle cause fondamentali dei pregiudizi di razza. La persona di mente acuta esamina sempre i fatti prima di giungere alle conclusioni; in breve giudica dopo; la persona di mente ottusa giunge ad una conclusione prima ancora di avere esaminato il primo fatto; in breve, pregiudica, ed è vittima dei pregiudizi." 

"Successo, riconoscimento e conformità sono le parole d'ordine del mondo moderno, in cui ciascuno sembra aspirare all'anestetizzante sicurezza di essere identificato con la maggioranza."

"Ai nostri più accaniti oppositori noi diciamo: -Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la nostra capacità di sopportare le sofferenze; andremo incontro alla vostra forza fisica con la nostra forza d'animo. Fateci quello che volete, e noi continueremo ad amarvi.-"