" I DISCORSI PIU' VERI SONO QUELLI CHE FACCIAMO PER CASO, TRA SCONOSCIUTI."

Cesare Pavese Dialoghi con Leucó

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IL TEMPO MIGLIORE DELLA NOSTRA VITA

Antonio Scurati

Bompiani 2015 pag. 267











Leone Ginzburg rifiuta di giurare fedeltà al fascismo l'8 gennaio 1934. Pronunciando apertamente il suo "no", imbocca la strada difficile che lo condurrà a diventare un eroe della Resistenza. Un combattente mite, integerrimo e irriducibile che non imbraccerà mai le armi. Mentre l'Europa è travolta dalla marcia trionfale dei fascismi, questo giovane intellettuale formidabile prende posizione contro il mondo servile che lo circonda e la follia del secolo. Fonderà la casa editrice Einaudi, organizzerà la dissidenza e creerà la sua amata famiglia a dispetto di ogni persecuzione. Questa è la sua storia vera dal giorno della sua cacciata dall'università fino a quello in cui è ucciso in carcere. Nel racconto rigoroso e appassionato con il quale Scurati le rievoca, accanto a quella di Leone e Natalia Ginzburg, scorrono però anche le vite di Antonio e Peppino, Ida e Angela, i nonni dell'autore, persone comuni nate negli stessi anni e vissute sotto la dittatura e le bombe della Seconda guerre mondiale. Dai sobborghi rurali di Milano convertiti all'industria ai vicoli miserabili del "corpo di Napoli", di fronte ai fucili spianati, le esistenze umili di operai e contadini, artisti mancati e madri coraggiose entrano in risonanza con le vite degli uomini illustri. Accostando i singoli ai grandi eventi, attraverso documenti, fotografie e lettere, ricordi famigliari e memoria collettiva, Antonio Scurati resuscita il nostro passato; è un racconto avvincente e insieme commovente in cui si stagliano figure esemplari con il loro lascito inestimabile e quelle di persone comuni, fino a scoprirne la profonda comunanza: le nascite e le morti, i libri e i figli, le case abitate o evacuate, la vita privata che per tutti si attiene a una medesima trama elementare, in cui risuonano fatti memorabili e trascurabili e in cui la "grande storia" incontra le storie di noi tutti.

FINALISTA  PREMIO CAMPIELLO 2015

19 gennaio: MARTIN LUTHER KING DAY (2)




MARTIN LUTHER KING 
"I HAVE A DREAM"
Ed. Mondadori  Le Scie 
anno 2000
pag. 400 
con immagini fotografiche





"La mia vocazione al ministero pastorale non è stata qualcosa di miracoloso o di soprannaturale. Al contrario, si è trattato di una urgenza interiore che mi chiamava a servire l'umanità."

"Sul cammino della vita qualcuno deve avere abbastanza senso morale da spezzare la catena dell'odio e del male. Il modo migliore per riuscirci è con l'amore. Io credo fermamente che l'amore può trasformare la realtà, tanto da innalzare una intera comunità a orizzonti nuovi di correttezza reciproca, di buona volontà e di giustizia."

"Nella vita ogni tanto si verificano momenti di inesprimibile appagamento che non possono essere spiegati fino in fondo dai simboli che chiamiamo parole. Il loro senso si può articolare soltanto nel linguaggio impercettibile del cuore."

19 gennaio: MARTIN LUTHER KING DAY (1)




AUTOBIOGRAFIA 
M. LUTHER KING
Ed. San Paolo
su licenza Mondadori
anno 2001
pag. 400






"Naturalmente, sono religioso. L'ambiente in cui sono cresciuto era legatissimo alla chiesa. Mio padre è un pastore, mio nonno era pastore, il mio bisnonno era pastore, il mio unico fratello è un pastore, il fratello di mio padre è un pastore. Non ho avuto molta scelta"

"Quando ero un giovane, e avevo davanti a me la maggior parte della vita, decisi di donare fin da principio la mia vita a qualcosa di eterno e di assoluto. Non a questi piccoli dei, che oggi ci sono e domani non ci sono più. No: a Dio che è lo stesso ieri, oggi, sempre."


"In quella lettera (Lettera dalla prigione di Birmingham) ricordo di aver detto che troppo spesso sono rimasto deluso perché la chiesa non ci dava la sua collaborazione. Ricordo di aver detto che troppo spesso, nella nostra lotta, la chiesa era stata il fanalino di coda invece che la luce anteriore. Troppo spesso la chiesa era stata l'eco, anziché essere la voce."


"La disumanità dell'uomo verso l'uomo non si materializza soltanto negli atti corrosivi dei malvagi. Si materializza anche nella corruttrice inattiva dei buoni."