" I DISCORSI PIU' VERI SONO QUELLI CHE FACCIAMO PER CASO, TRA SCONOSCIUTI."

Cesare Pavese Dialoghi con Leucó

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MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE


Paulo Coelho

Bompiani  2012 pag. 156

(usato)










"Per il guerriero della luce non esiste niente di astratto. 
Tutto è concreto, e tutto lo riguarda. Egli non se ne sta seduto al riparo della sua tenda, osservando ciò che accade nel mondo; accetta la sfida come un'occasione che gli si presenta per trasformare se stesso. Alcuni suoi compagni passano la vita criticando la mancanza di scelte, o commentando le decisioni altrui. Il guerriero, però, trasforma il proprio pensiero in azione. 
A volte fallisce l'obiettivo, e paga, senza lagnarsi, il prezzo dell'errore. Altre volte si allontana dal cammino, e perde molto tempo per ritrovare la meta originaria.
Ma un guerriero non si distrae."


"Il guerriero della luce, senza volerlo, fa un passo falso e sprofonda nell'abisso.
I fantasmi lo spaventano, la solitudine lo tormenta. Siccome ha ricercato il Buon Combattimento, non pensava che gli sarebbe mai potuto accadere; invece è accaduto. Avvolto dall'oscurità, si mette in comunicazione con il suo maestro.
"Maestro sono caduto nell'abisso," dice. "Le acque sono profonde e scure."
"Ricordati di una cosa," risponde il maestro. "Ciò che fa annegare non è l'immersione, ma il fatto di rimanere sott'acqua."
E il guerriero si adopera con tutte le forze per uscire dalla situazione in cui si trova."
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UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA


Tiziano Terzani

Longanesi 2004 pag. 578

(usato)




"Ogni stagione ha i suoi frutti, e la mia stagione giornalistica aveva fatto i suoi. Mi succedeva ormai di ritrovarmi sempre piu' spesso in situazioni simili a quelle in cui ero gia' stato, ad affrontare problemi che gia' conoscevo. Il peggio era che scrivevo sentendo l'eco di storie e di parole gia' scritte vent'anni prima. E poi: i fatti, dietro ai quali un tempo correvo con la passione di un segugio, non mi interessavano piu' allo stesso modo. Col passare degli anni avevo incominciato a capire che i fatti non sono mai tutta la verita' e che al di la' dei fatti c'e' ancora qualcosa - come un altro livello di realta' - che sentivo di non afferrare e che comunque sapevo non interessare il giornalismo, specie per come viene ormai praticato. Avessi continuato in  quel mestiere, al massimo avrei potuto tentare di essere come ero gia' stato. Il cancro mi offriva una buona occasione: quella di non ripetermi. Non era la sola. Lentamente mi accorsi che il cancro era diventato una sorta di scudo dietro il quale mi proteggevo, una difesa contro tutto quel che prima mi aggrediva, una sorta di baluardo contro la banalita' del quotidiano, gli impegni sociali, contro il fare conversazione. Col cancro mi ero conquistato il diritto di non sentirmi piu' in dovere di nulla, di non avere piu' sensi di colpa. Finalmente ero libero. Totalmente libero. Parra' strano, e a volte pareva stranissimo anche a me, ma ero felice.
"Possibile che bisogna proprio avere il cancro per godere della vita?" mi scrisse un vecchio amico inglese..."

ALCUNE MEDITAZIONI DELL'ABBE' PIERRE


MIO DIO...PERCHE'?
Abbé Pierre
Garzanti
2010
pag.92









Amare è quando tu, l'altro, sei felice, e allora sono felice anch'io. E quando tu, l'altro, sei infelice, e soffri, allora sono in pena anch'io. E' tutto molto semplice. Allora dico: la vita è un po' di tempo concesso ad alcune libertà, per imparare, se vuoi, ad amare, con la certezza di dover lottare contro il male.

Non sono guarito e non guarirò mai da tutto il bagaglio di sofferenze che opprimono l'umanità dalla sua origine. Ho appreso di recente che sulla terra sarebbero vissuti circa ottanta miliardi di esseri umani. Hanno avuto un'esistenza dolorosa, hanno penato, sofferto... e per che cosa? Si, Dio mio, perché?